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Politically
uncorrect: il "fiore" del nostro
sport
20 domande da non fare a... Margherita Granbassi
1) Venerdì
scorso c'era la festa della donna. Hai festeggiato
pure tu?
"No, perché non ci credo. Io
sono convinta che i diritti degli uomini
e delle donne debbano essere gli stessi,
il fatto di celebrare una festa della donna
implica già sentirsi un gradino sotto.
E poi la festa dell'uomo non esiste".
2)
Sei reduce da un grave infortunio. Come
si reagisce, nello sport, alla sfortuna?
"Trovando sempre le giuste motivazioni.
Non ho pianto su me stessa, e ho abbinato
l'obiettivo di rientrare al più presto
alle gare a quello dello studio, che in
precedenza, a causa degli impegni sportivi,
magari avevo un po' trascurato".
3)
Tu fai parte di una nazionale, quella azzurra,
pressoché imbattibile, ma anche piena
di campionesse. Hai desiderato, almeno qualche
volta, di essere in un'altra nazionale?
"Certo, è naturale che da un
lato vorrei far parte di una squadra meno
forte, ma dall'altro penso sia davvero stimolante
essere inserita in una nazionale così
competitiva: mi rende molto orgogliosa".
4)
Da grande vorresti fare la giornalista...
ma i giornalisti ti hanno mai "disturbata"?
"No, ogni tanto una chiacchierata con
i giornalisti è piacevole. E poi
devo difendere la categoria...".
5)
Di nome fai Margherita. C'è anche
un'attinenza politica?
"Direi proprio di no. Se mi chiedi
chi è il personaggio politico che
stimo di più mi è più
facile. E ti dico Gianfranco Fini.".
6)
La tua specialità è il fioretto:
anche a parole?
"Dipende dalle situazioni. A volte
sono diplomatica, ma di solito preferisco
essere diretta, perché ognuno può
dire quello che pensa".
7)
Ti senti più bella o più brava?
"Più brava.Se mi fossi sentita
più bella probabilmente avrei fatto
la modella".
8)
E gli altri? Pensano che tu sia più
bella o più brava?
"Non lo so. Diciamo un po' e un po'".
9)
Il momento più bello della tua carriera?
"Di sicuro la vittoria agli ultimi
campionati europei di Coblenza: è
stata la prima volta in cui sono salita
sul podio ed ho cantato l'inno con le mie
compagne".
10)
E quello più brutto?
"Indovina... Quest'infortunio è
capitato, poi, nel momento peggiore, alla
vigilia dei miei primi mondiali con la nazionale
maggiore. Se mi fosse capitato dopo, avrei
certamente sofferto di meno. Poi c'è
un episodio che ricordo con amarezza, quando
ai mondiali under 17 un arbitro mi assegnò
un cartellino nero dopo un assalto chiaramente
imbrogliato. Fu difficile da accettare".
11)
La parte più sexy dell'uomo?
"Ce ne sono diverse. Lo sguardo, più
che gli occhi, e la voce, il modo di parlare
e di muovere la bocca".
12)
La qualità migliore in un uomo?
"La dolcezza e la gentilezza".
13)
Due cuori e una capanna: ci credi?
"Ci credo".
14)
Ti hanno mai fatto apprezzamenti pesanti?
"Oddio, pesanti proprio no. Certo,
può capitare che il gruppo di ragazzini
ti dica qualcosa, ma mi viene da ridere".
15)
Margherita Granbassi tra dieci anni.
"Simile ad ora, ma probabilmente non
più un'atleta".
16)
Lo sport ti porta sempre in giro per il
mondo. Più stressante o più
divertente?
"Entrambe le cose. In generale è
più stancante dal punto di vista
fisico e meno sotto il profilo mentale".
17)
I gruppi sportivi al femminile sono meno
stabili rispetto a quelli degli uomini,
nel senso che è più facile
che sorgano invidie e polemiche. Per quale
motivo?
"Forse perché le donne sono
più sensibili e possono venire prese
da momenti di crisi e di isteria. Ma per
dirla giusta avrei dovuto essere prima uomo
e poi donna..."
18)
La scherma è uno sport bistrattato
dai media, ad eccezione delle Olimpiadi.
Ti pesa?
"No. Perché la scherma è
uno sport che amo e che pratico con grande
passione. Quindi il resto passa in secondo
piano".
19)
La storia dice che tuo nonno è stato
il vero inventore del Totocalcio. È
vero?
"Se non è stato l'inventore,
quantomeno è stato il precursore.
Sulla rivista 'Mastro Remo' infatti, inventò
i pronostici sulle partite con i simboli
1,X,2".
20)
Se non avessi fatto scherma, quale sport
avresti praticato?
"Credo il tennis. Anzitutto perché
ho una predilezione per le attività
individuali, e in seconda battuta per la
sua somiglianza, almeno dal mio punto di
vista, con la scherma".
Piero Rauber
da "SportCity", 11 marzo 2002
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